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Benessere in ufficio: il Sit-standing desk
21/11/2018

Benessere in ufficio: il Sit-standing desk

La sedentarietà a cui siamo costretti in ufficio è considerata uno dei mali moderni, cresce dunque la sensibilità verso soluzioni di arredo che favoriscono il movimento.

(fonte: Officelayout 166 luglio-settembre 2016)
Il nemico numero uno del benessere è uno stile di vita sedentario: muoversi, soprattutto nell’ambiente ufficio dove trascorriamo 8 ore al giorno, contribuisce a migliorare la qualità della vita e il rendimento. Diventa quindi fondamentale predisporre postazioni di lavoro che si adattano alle esigenze dell’utente favorendo il movimento. Ma se in passato l’attenzione del mercato si è focalizzata unicamente sulla seduta, che si è evoluta sino a diventare una “macchina” che segue la persona in ogni suo movimento, oggi si guarda alla postazione nel suo complesso, con una maggiore sensibilità al concetto “sit-standing desk” che spinge le persone a muoversi e cambiare postura, aumentando il lavoro in piedi e riducendo il tempo in cui si sta seduti. Dunque, non si tratta più di fornire scrivanie con una regolazione in altezza limitata, prevista unicamente per adattare il piano di lavoro alle misure antropometriche dell’utente, ma di tavoli dinamici che permettono in modo rapido e intuitivo un’ampia escursione del piano di lavoro.
Le scrivanie si trasformano in un vero e proprio strumento di wellness: da un lato i produttori hanno ampliato la propria offerta con soluzioni che travalicano il concetto di scrivania SitStand singola per rispondere all’esigenza di postazioni aggregate in diverse configurazioni; dall’altro progettisti e aziende utenti mostrano una nuova sensibilità al tema arricchendo l’offerta di spazi con aree attrezzate con postazioni che consentono all’utilizzatore di cambiare frequentemente posizione evitandogli di stare seduto per molte ore consecutive
Normativa di riferimento e test di prova Il concetto di “sit-standing desk” viene introdotto dalla norma UNI EN 527-1:2011 “Mobili per ufficio – Tavoli da lavoro e scrivanie-Parte 1: Dimensioni” che aggiorna la precedente edizione del 2000 e specifica le dimensioni dei tavoli da lavoro e delle scrivanie per le attività da svolgere in ufficio, classificando le scrivanie in 4 tipi:
1. Tipo A: ad altezza regolabile (in continuo, anche da parte dell’utente);
2. Tipo B: ad altezza selezionabile (al momento dell’installazione);
3. Tipo C: ad altezza fissa;
4. Tipo D: ad altezza regolabile o selezionabile, ma con un intervallo di regolazione ridotto.
“La EN 527-1 suddivide i tavoli regolabili in altezza in due classi: quelli completamente regolabili dall’utente e quelli ad altezza selezionabile, per i quali cioè l’operazione di regolazione viene fatta “on site”. In questi ultimi infatti non c’è un meccanismo che lavora in continuo per adattare l’altezza del piano all’utente, ma è la meccanica del tavolo che permette una regolazione limitata dell’altezza nel momento in cui il prodotto viene installato” chiarisce Andrea Giavon, direttore del Catas, Istituto italiano per la certificazione, ricerca e prove nel settore legno-arredo che ha partecipato al tavolo tecnico del CEN per la revisione della norma. “Anche se si tratta di un documento pubblicato ormai 5 anni fa, ha una prospettiva sul futuro molto forte e un alto valore tecnico. Il fatto di considerare il posto di lavoro non solo in posizione seduta, o solo in piedi, ma anche in una posizione che cambia in modo dinamico è un fattore importantissimo. Infatti la posizione seduta, per quanto ergonomica, se mantenuta per 8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana, come tutte le posture croniche, alla lunga porta a problemi all’apparato muscolo scheletrico. Con l’introduzione della scrivania Sit-Stand la norma dà finalmente coerenza tecnica e posturale alle sedie ergonomiche. Non ha infatti senso avere una sedia con infinite regolazioni per poi impiegare scrivanie ad altezza fissa che non permettono il minimo adattamento. Sul fronte del mercato interno la scrivania Sit-Stand non è ancora un oggetto di larga diffusione quanto lo è invece in altri mercati, primi fra tutti quelli del nord Europa. Tra le ragioni sicuramente una scarsa attenzione ai vantaggi che questa tipologia di prodotto può offrire e, non ultimo, il costo più elevato rispetto una scrivania tradizionale. Con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e per dare slancio al mercato, Assufficio sta lavorando per attivare con INAIL una serie di incentivi tesi a premiare le aziende che investono sul comfort e il benessere dei dipendenti. Dunque gli strumenti ci sono, la norma che li disciplina anche, questo è il momento di applicare il concetto di lavorare meglio”.
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